lunedì 27 gennaio 2014

Le giornate dell'ipocrisia.

Sono d'accordo, non bisogna dimenticare.
Nel frattempo, in ordine casuale:
migliaia di bambini al giorno muoiono di FAME;
Emilio Fede non riesce ad andare avanti con soli 15 mila € al mese;
pensionati, dopo una vita di onesto lavoro, si nutrono racimolando gli scarti dei mercati;
persone faticano a prendere sonno perchè hanno avuto meno "mi piace" di...;
cittadini rivoltisi alla giustizia per essere tutelati aspettano, aspettano invano perchè da tempo solo chi delinque è tutelato;
ciò che potrebbe invertire la tendenza dello sfacelo, cioè l'istruzione delle nuove e vecchie e intermedie generazioni, è annichilito dalla cultura del denaro: popolo bue;
molte persone vanno in chiesa la domenica illudendosi così di poter essere considerate "per bene", meschini attori da strapazzo, quando non criminali delle più svariate tipologie;
sedicenti politici continuano a depredare le risorse comuni e piazzare i propri rampolli incapaci (quando va bene) ed elemosinando qualcosa continuano a mantenere il consenso: popolo bue;
bambini ad ogni angolo di strada portati ad elemosinare e chi dovrebbe non fa nulla;
migliaia di orribili fotografie vengono pubblicate ogni giorno contribuendo in modo consistente al degrado culturale e nessuno fa nulla;
paghiamo milioni Bruno Vespa (e non solo);
domani ci saremo dimenticati di aver ricordato.
Capitano (nella foto), salvaci tu.



sabato 28 dicembre 2013

Le orme dei giganti.


Ho perso mio padre quando avevo 15 anni, poco dopo l'allontanamento da casa di mio fratello e mia sorella, e sono rimasto solo con mia madre, un mondo lontano, non il mio. Sono rimasto solo.
Negli anni precedenti ho avuto indicazioni, tracce da seguire, e le ho seguite poi,  da "autodidatta", credendo che il mondo fosse un luogo tendente al bene. E senza una guida ho improvvisato, sprecando fiducia, una costante della mia vita.
In fondo sono ancora punk,  ancora autentico, non come quelli che alla sera tornavano nella loro comoda  cameretta e giocavano agli "alternativi" con i soldi di papà (da noi a Cosenza si direbbe "a nonna"), ancora insofferente agli stereotipi fasulli.
Però l'esperienza insegna e, tirando le fila del discorso sommerso che cerco di vomitare, tra pali e frasche, dico: imparate a riconoscere i riferimenti, riconoscete i giganti e seguitene le orme, non abbiate paura di essere discepoli della sapienza e riconoscete l'autorità, riconoscete la qualità, solo questo potra portare a riconoscere gli assassini delle vostre vite.
Il nesso con la fotografia? Guardate bene, oltre l'apparenza, vi sembra uno sguardo benevolo? La sapienza vi avrebbe guidato oltre l'inganno, questo è un killer, come quelli a voi vicini.
Auguri.
p.s.
Grazie di essere esistito a Charles Bukowski. Quanto a me, come al solito, ho sbagliato tutto, ma da grande farò meglio.

venerdì 22 novembre 2013

Coscienza civica evoluta.


Lui voleva solo dormire in pace, io ho ritenuto corretto rispettare la sua ben dichiarata volontà. Ma ho agito bene o male?
Di sicuro ripettare la volontà altrui è l'indicatore minimo della buona educazione e del corretto vivere in società, ma in un caso come questo, cioè quando una persona si mette chiaramente in pericolo, non si dovrebbe fare un'eccezione? Non è che magari in questo caso si sarebbe ottenuto sia un progresso civico che un bene maggiore per l'interessato con l'iniziativa "violenta" di riuscire in qualche modo a toglierlo dalla strada? Probabilmente si.
Il dubbio mi macera.

mercoledì 20 novembre 2013

Regalo gradito per Natale.


Bello questo quadro, vero? Bene, ma chi senza una spiegazione riesce a darne una spiegazione? Perché è bello ed importante?
L’opera è “Il ritratto dei coniugi Arnolfini” eseguita nel 1434 da Jan Van Eyck, pittore fiammingo. Ci troviamo in epoca rinascimentale, artisticamente c’è la spinta verso la ricerca della rappresentazione fedele del reale, le raffigurazioni sono ambientate e la prospettiva irrompe. Van Eyck è un innovatore, a lui si attribuisce l’introduzione dei colori ad olio, strumento imprescindibile per la cura estrema dei particolari (elemento caratterizzante la scuola nordica) in quanto non essiccano come la tempera fin li usata. Della cura dei particolari, ognuno con un preciso significato (già wikipedia esplicita), questo quadro ne è esempio luminoso: gli zoccoli di lui e di lei, le arance sulla finestra, il cagnolino, il lampadario, e soprattutto lo specchio in cui si possono scorgere oltre ai coniugi altre due figure (una certamente l’autore). Sotto il lampadario c’è la firma che non è una semplicemente firma -  Johannes de Eyck fuit hic (Jan de Eyck era presente). Con quel “fuit hic” viene esplicitata la testimonianza oculare del fatto da parte dell’artista, per la prima volta nella storia. Scrive E. H. Gombrich ne “Il mondo dell’arte”: “…un simile impiego del nuovo genere di pittura, paragonabile all’uso legale di una fotografia debitamente sottoscritta da un testimone.” Van Eyck il primo fotoreporter?
Tutta questa serie di motivi, che ho ignobilmente sintetizzato (gli uomini di buona volontà possono approfondire), rendono l’opera un capolavoro, ma non volendo ciò considerare è comunque chiaro che le opere d’arte hanno un significato, raccontano, e che tale significato per essere compreso necessità di uno studio, di conseguenza indispensabile anche per l’apprezzamento.